Le origini del piatto

Il Vitello Tonnato, o come veniva chiamato in passato vitel tonné, si è affacciato nelle cucine dei ristoranti piemontesi a partire dagli anni ’80, ma la ricetta ha origini ben più antiche.
La prima versione risale infatti al XVIII secolo, quando era un piatto povero popolare cucinato con gli avanzi della carne. La ricetta piemontese odierna si è diffusa in tutto il nord Italia grazie a Pellegrino Artusi che nel 1891 la descrisse nel suo manuale di cucina “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

L’arrivo del tonno

La primissima ricetta del vitello tonnato prevedeva come condimento una salsa a base di acciughe ed olio. Il termine tonné si rifà probabilmente al francese tanné, ossia conciato.
L’uso del tonno si deve alla ricetta introdotta da Pellegrino Artusi, che lo inserisce fra gli ingredienti insieme ai capperi e alle acciughe. La maionese invece si diffonde a partire dagli anni Ottanta, periodo in cui questo ingrediente diventò di moda e iniziò ad essere utilizzato in moltissimi piatti.

L’esaltazione del gusto

Generalmente servito come antipasto o come secondo piatto, il Vitello tonnato è perfetto come piatto estivo da servire fresco, magari accompagnato da un vino bianco secco ma allo stesso tempo delicato come l’Asti Spumante

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