“Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie!”


Le origini astigiane di Papa Francesco

Dalle ricerche effettuate si è scoperto che le origini di Papa Francesco sono da collocarsi tra i Comuni di Passerano Marmorito e Cocconato d'Asti, sulle colline del Basso Monferrato. Il nonno, la nonna e il padre del pontefice lasciarono l'Astigiano per l'Argentina nel febbraio del 1929.

Secondo l'albero genealogico del Pontefice ricostruito dal Comune di Asti, il trisnonno Giuseppe Bergoglio era nato nel 1816 a Schierano, frazione di Passerano Marmorito, mentre la trisnonna Gioacchino Maria, figlia di Antonio, era nata nel 1819 a Cocconato d'Asti. Dopo il matrimonio, i Bergoglio andarono a vivere più vicino ad Asti, a Montechiaro, dove nel 1857 nasceva Francesco, che si sarebbe sposato con Maria Bugnano, nativa di San Martino Alfieri. Di lì a poco la famiglia si sarebbe trasferita a Bricco Marmorito, una frazione del Comune di Asti nei pressi di Portacomaro.
Negli archivi della parrocchia di San Bartolomeo a Portacomaro sono conservati i certificati di battesimo di diversi parenti dal Pontefice, tra i quali quello del nonno, Giovanni Bergoglio (1884), che emigrò a Torino nel 1906 e si sposò con Rosa Vassallo, nativa di Piana Crixia (Appennino ligure). Il padre del pontefice, Mario Bergoglio, nacque a Torino nel 1908, ma in seguito la famiglia tornò ad Asti (nel luglio del 1818), dove aprì un negozio di alimentari e dove risiedette in via Fontana, in Corso Alessandria e in via dell'Antica Zecca, prima di emigrare per l'Argentina. Il padre del papa, che frequentò le scuole ad Asti, la madre Regina Sivori, di origini savonesi, e i nonni del futuro pontefice partirono per Buenos Aires il primo febbraio del 1929.
Papa Francesco nacque nel 1936 a Buenos Aires, ma non ha mai dimenticato le sue origini astigiane e ha mantenuto sempre contatti con i parenti di Asti (alcuni dei quali risiedono ancora nella casa di Bricco Marmorito) e Torino, come abbiamo appreso dalle cronache giornalistiche immediatamente successive alla sua nomina a 266° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica del 13 marzo 2013.

Gli studi di Papa Francesco

Dopo essersi diplomato come tecnico chimico, Jorge Mario Bergoglio sceglie la strada del sacerdozio, entrando nel seminario diocesano. Nel 1958 entra a far parte della Compagnia di Gesù come novizio: con tale organizzazione trascorre un periodo in Cile e torna poi nella sua città natale dove si laurea in filosofia, e fino al 1966 insegna letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.

L’avanzamento nella carriera ecclesiastica

Il 13 dicembre 1969 è ordinato sacerdote, all’età di 33 anni.
Dopo aver ricoperto anche la carica di rettore alla facoltà di teologia e filosofia di San Miguel, nel 1986 parte per la Germania per completare il suo dottorato in studi teologici.
Torna quindi in patria in qualità di direttore spirituale e confessore locale della chiesa di Córdoba della Compagnia di Gesù. Il 20 maggio 1992 viene nominato, da Giovanni Paolo II, vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires e il 3 giugno 1997, è promosso arcivescovo coadiutore di Buenos Aires.

L’elezione ad attuale pontefice della chiesa cattolica

Il 21 febbraio 2001 viene nominato cardinale da Papa Giovanni Paolo II, e dopo il lutto per Karol Wojtyla, nel conclave del 2005, è considerato uno dei candidati più adatti per l’elezione a nuovo Pontefice. La scelta ricadrà però su Joseph Ratzinger. Dopo la rinuncia alla carica di pontefice di papa Benedetto XVI, il 13 marzo 2013 il nuovo conclave elegge Jorge Mario Bergoglio come suo successore: il nuovo pontefice assume il nome di papa Francesco.
È il primo papa non europeo, è il primo papa gesuita (l'ordine fondato da Ignazio di Loyola) e il primo a farsi ispirare da Francesco d'Assisi nella scelta del nome, esprimendo da subito sensibilità verso i simboli che il santo reca nella sua figura così come nel suo messaggio di semplicità e umiltà.

 

 

 

 

 

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